Dal Littoriale al Dall’Ara: un trekking urbano attraverso cento anni di storia bolognese

Giovedì 30 ottobre, a partire dalle ore 14.30, Bologna ripercorre un secolo di storia attraverso i propri archivi con il trekking urbano “Dal Littoriale al Dall’Ara, non solo stadio: cento anni di uno spazio per i cittadini”.

L’iniziativa rientra nel progetto #Zamboni100 – Un secolo non basta a cancellare una storia ed è curata dalla Rete Archivi del Presente, con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Bologna e in collaborazione con la Cineteca di Bologna.

Il percorso prenderà avvio dall’Archivio Storico Comunale di Bologna, in via Tartini 1, per proseguire presso l’Archivio Storico dell’Università di Bologna.

Qui, accanto ai materiali conservati dall’Ateneo, saranno presentate anche immagini provenienti dall’Archivio della Fondazione Ivano Barberini e dall’Archivio storico dell’Ordine degli Architetti di Bologna.

Al centro del percorso, la storia dello stadio bolognese: dal Littoriale, inaugurato durante il fascismo, fino all’attuale stadio Renato Dall’Ara. Non soltanto un impianto sportivo, ma uno spazio urbano che nel corso di cento anni ha cambiato nome, funzioni e significati, accompagnando le trasformazioni politiche e sociali della città.

Un trekking, dunque, ma soprattutto un esercizio di memoria pubblica: perché gli edifici, come gli archivi, non sono contenitori neutrali. Conservano tracce, conflitti e trasformazioni e ci aiutano a comprendere come una città costruisca — e talvolta riscriva — la propria storia.

Giovedì 30 ottobre 2026 – ore 14.30
Ritrovo: Archivio Storico Comunale di Bologna, via Tartini 1
A cura della Rete Archivi del Presente

Cooperazione, donne, welfare e ambiente

Lunedì 2 novembre, all’Università di Padova, si terrà un incontro sulla storia sociale dei consumi.

I consumi raccontano molto più delle abitudini di acquisto: permettono di leggere i cambiamenti della società, i rapporti di genere, le forme di protezione sociale e la relazione con l’ambiente. Una prospettiva che interroga da vicino la storia della cooperazione e il suo ruolo nella costruzione del benessere collettivo.

A questi intrecci è dedicato il seminario “Digital humanities e storia sociale dei consumi: cooperazione, donne, welfare e ambiente”, in programma lunedì 2 novembre 2026 alle ore 16.30, nell’Aula N di Palazzo Wollemborg, in via del Santo 26 a Padova.

L’incontro mette in dialogo ricerca storica e discipline umanistiche digitali, offrendo un’occasione per riflettere su come studiare e valorizzare le fonti che documentano le trasformazioni dei consumi e della vita quotidiana.

Interverranno:

  • Eloisa Betti, Università di Padova;
  • Lorena Cerasi, Fondazione Barberini;
  • Federico Chiaricati, Università di Trieste;
  • Tito Menzani, Università di Bologna.

Per la Fondazione Ivano Barberini, un’occasione per portare la storia della cooperazione nel confronto con la ricerca universitaria e con temi che attraversano anche il presente: equità, welfare e responsabilità ambientale.

Il seminario si svolge nell’ambito del Corso di Storia delle politiche sociali in età contemporanea, sotto la responsabilità scientifica della professoressa Eloisa Betti.

Lavorare per gli altri: il lavoro tra reddito, senso e cooperazione

Martedì 27 ottobre, alle ore 18.00 ospiteremo la presentazione del libro di Vittorio Pelligra Lavorare per gli altri. Un’economia del significato, pubblicato da il Mulino. Un’occasione per interrogarsi su una questione tutt’altro che marginale: e se il lavoro, prima ancora di produrre ricchezza, servisse anche a produrre senso nelle nostre vite?

Siamo abituati a pensare al lavoro soprattutto come a uno scambio: tempo e competenze in cambio di una retribuzione. Una contabilità abbastanza primitiva a cui sfugge il bisogno profondamente umano di sentirsi utili, di contribuire a qualcosa che ci supera, di sapere che ciò che facciamo ha valore anche per qualcun altro.

È da qui che prende le mosse la riflessione di Vittorio Pelligra, economista e studioso dei comportamenti e delle motivazioni umane, nel suo ultimo libro Lavorare per gli altri. Un’economia del significato.

Una riflessione che interroga da vicino anche il mondo cooperativo.

Se infatti il lavoro trova significato anche nel beneficio – non soltanto monetario – che genera per le persone e per la società, la cooperazione, forma d’impresa ad alta intensità di lavoro, relazione e partecipazione, dovrebbe rappresentare uno dei luoghi privilegiati nei quali questa produzione di significato può prendere forma.

Non si tratta, naturalmente, di attribuire alla forma cooperativa una superiorità morale per statuto. Mutualismo, partecipazione e responsabilità verso la comunità costituiscono però una premessa e forse una promessa per fare del lavoro in cooperativa il posto migliore dove lavorare.

A ben vedere si tratta di una questione che riguarda la capacità delle organizzazioni di durare diventando attraenti per le nuove generazioni, sempre meno disponibili – per fortuna, verrebbe da aggiungere – a separare completamente reddito, qualità del lavoro, valori e senso di ciò che fanno.

Di questo discuteremo martedì 27 ottobre 2026, alle ore 18.00, presso la Sala Convegni della Fondazione Ivano Barberini, in via Mentana 2 a Bologna.

Con Vittorio Pelligra dialogheranno Rita Ghedini e Nicola Lacetera.
Coordina l’incontro Alessandro Salis.

Un incontro per parlare di lavoro, certo ma anche e soprattutto per tornare a domandarci per chi, per cosa e perché lavoriamo.

Martedì 27 ottobre 2026 | ore 18.00
Fondazione Ivano Barberini – Sala Convegni
Via Mentana 2, Bologna

Biennale dell’Economia Cooperativa: da Milano un’agenda di lavoro per il futuro del Paese

Spenti i riflettori, abbassato il volume degli applausi, la Biennale dell’Economia Cooperativa lascia spazio alla sfida più importante: trasformare le idee e le proposte emerse a Milano in un’agenda concreta di lavoro per il Paese. Perché le celebrazioni finiscono, ma le domande sul futuro della cooperazione e della democrazia economica restano aperte. E chiedono risposte, impegni e soprattutto continuità d’azione.

Sono ancora vive le immagini delle giornate del 9 e 10 ottobre a Milano, quando una comunità di cooperative, istituzioni, organizzazioni sociali e rappresentanti del mondo economico e accademico si è ritrovata per celebrare i 140 anni di Legacoop e, soprattutto, per interrogarsi sul futuro.

Oltre 1.100 iscritti, 400 imprese cooperative e più di 100 ospiti istituzionali hanno animato due giornate di confronto culminate nella presentazione del Manifesto «Far crescere l’Italia, insieme».

Un documento che non si limita a rivendicare il contributo storico della cooperazione, ma propone un nuovo patto tra istituzioni, imprese, lavoro e società civile.

Le piste aperte sono numerose e impegnative: il diritto all’abitare e un welfare di comunità; la sicurezza alimentare e la transizione energetica; il lavoro dignitoso e il pieno sviluppo dei Workers Buyout come strumenti ordinari di politica industriale; l’innovazione, l’intelligenza artificiale e le nuove forme di mutualismo digitale; la rigenerazione delle aree interne; la partecipazione delle donne e delle giovani generazioni; la necessità di contrastare la denatalità cooperativa.

Proposte che richiederanno confronto, sperimentazione, investimenti e un significativo lavoro legislativo.

Il Manifesto pone infatti una questione di fondo: dare piena attuazione all’articolo 45 della Costituzione, che riconosce la funzione sociale della cooperazione e impegna la Repubblica a promuoverla.

Un orientamento rafforzato dalla sentenza n. 116/2025 della Corte costituzionale, che richiama la specificità della mutualità e il suo valore sociale.

Resta però da affrontare la frammentazione di un ordinamento che, tra norme societarie, disciplina fiscale e politiche di sviluppo, non sempre rende agevole scegliere, costituire e far crescere un’impresa cooperativa.

Si apre dunque una stagione di lavoro che riguarda non tanto la rivendicazione di privilegi o trattamenti di favore per la cooperazione, quanto una domanda più generale, di interesse pubblico.

Quale posto intendono riservare le nostre leggi, nel XXI secolo, alla democrazia economica?

È su questo terreno che la memoria dei 140 anni appena celebrati potrà tradursi in nuove possibilità di futuro non solo per la cooperazione ma per il Paese.

Per approfondire e rivivere la Biennale:

 

Chiusura estiva

Si informa che la Fondazione Barberini e la sua biblioteca rimarranno chiuse al pubblico dal 10 al 23 agosto.

Bambini in spiaggia, colonia CARI litorale adriatico, anni ’60

Fondo CARI / Fondazione Barberini

14 luglio – Giovani, lavoro, AI e cooperazione: il programma

Come già annunciato martedì 14 luglio 2026, dalle 9.30, la Fondazione Ivano Barberini ospiterà l’evento conclusivo di COOP GOING DIGITAL – Young edition, il progetto promosso da Innovacoop, realizzato grazie ai Fondi europei della Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con Generazioni Legacoop, Legacoop Emilia-Romagna Generazioni, Fondazione PICO e Fondazione Barberini.

Qui potete consultare il PROGRAMMA dettagliato.

Il titolo dell’iniziativa, “Giovani, lavoro, AI e cooperazione: chi governa il valore nelle organizzazioni che cambiano?”, mette al centro una questione decisiva per il futuro delle imprese cooperative: come governare l’impatto dell’intelligenza artificiale sul lavoro, sulle organizzazioni, sulla distribuzione del valore e sul protagonismo delle giovani generazioni.

I lavori si apriranno con i saluti di Chiara Franceschini, direttrice di Innovacoop, Piero Ingrosso, presidente di Fondazione PICO  e Roberto Lippi, direttore di Fondazione Barberini.

A seguire, Benedetta Giovanola, professoressa di Filosofia Morale all’Università di Macerata e Co-titolare Cattedra UNESCO Ethics id AI and practical wisdom, proporrà l’inspiration pitch “Persone, lavoro e valore nell’epoca dell’IA”.

Il primo panel, “Il lavoro non è più quello di prima. Giovani generazioni, senso del lavoro e impresa cooperativa dopo le grandi dimissioni”, sarà dedicato ai cambiamenti culturali, sociali e organizzativi che attraversano il lavoro contemporaneo. Interverranno Spartaco Puttini, project manager dell’Osservatorio sul futuro del lavoro della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli; Marisa Pecere, Chief Ethics Officer di Coop Alleanza 3.0; Chiara Fichera, HR Talent & People Management di Coopservice; Gianluca De Angelis, ricercatore sociale di Ires Emilia-Romagna; Francesco Ranghiasci, vicepresidente della cooperativa Sociolab. Modererà Claudia Iormetti, responsabile innovazione di Open Group.

La mattinata proseguirà con il secondo inspiration pitch, affidato a Luigi Corvo, professore associato in Economia aziendale all’Università di Milano-Bicocca, dal titolo “Cooperative come ‘macchine desideranti’ nell’era delle ‘macchine intelligenti’”.

Il secondo panel, “L’algoritmo al lavoro. AI, organizzazioni e distribuzione del lavoro”, affronterà il rapporto tra intelligenza artificiale, trasformazione delle imprese e nuove forme di organizzazione del lavoro. Interverranno Elisabetta Miraglio, ricercatrice AlmaVicoo; Piero Tagliapietra, presidente della cooperativa Hypernova; CPL Concordia; Costanza Diodato, direttrice generale della cooperativa Anastasis; Valentina Bazzarin, Data Ethics consultant. Modererà Aldo Macchi, dell’esecutivo nazionale di Generazioni Legacoop.

Le conclusioni saranno affidate a Rita Ghedini, presidente di Legacoop Bologna.

Dopo il light lunch, dalle 14.30, l’iniziativa proseguirà con “Dal dialogo alla community”, tavolo di lavoro su giovani e intelligenza artificiale a cura di Generazioni Legacoop e Fondazione PICO.

L’incontro si colloca in un passaggio storico in cui l’intelligenza artificiale non può essere considerata soltanto una tecnologia da adottare, ma una trasformazione da governare. Per la cooperazione, questo significa interrogarsi su chi decide, chi partecipa, chi beneficia del valore prodotto e come evitare che l’innovazione digitale diventi un nuovo dispositivo di concentrazione, esclusione o invisibilizzazione del lavoro.

In questo senso, il confronto dialoga anche con alcuni temi richiamati dalla recente enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV, dedicata alla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale. L’enciclica richiama la necessità di difendere la dignità del lavoro, la giustizia sociale e la centralità della persona nell’era digitale; mette in guardia dalle nuove forme di disuguaglianza e dal rischio che l’AI sia posta al servizio del potere anziché dell’umanità.

Se volessimo sintetizzare l’enciclica con uno slogan forse potremmo dire: né servi, né superflui.

Né servi di un colonialismo digitale che estrae dati, concentra potere e rende invisibile il lavoro fragile che sostiene molte infrastrutture tecnologiche.

Né superflui in un mondo che rischia di misurare il valore delle persone solo in base alla produttività, alla prestazione o alla loro presunta sostituibilità.

La cooperazione può offrire un’alternativa concreta: organizzazioni democratiche capaci di mettere l’innovazione al servizio delle persone, del lavoro, delle comunità e della distribuzione equa del valore. Non una nostalgia analogica, insomma. Piuttosto una bella pretesa politica: restare umani anche quando le macchine diventano “intelligenti”.

Durante l’intero evento sarà presente un bookshop a cura di Libreria Ambasciatori.

Salva la data – Giovani, lavoro, AI e cooperazione: chi governa il valore nelle organizzazioni che cambiano?

Il 14 luglio 2026, a Bologna, presso la Fondazione Ivano Barberini, vi invitiamo a salvare in agenda una giornata a cui teniamo moltissimo e che stiamo costruendo in bella sinergia con Innovacoop, Fondazione Pico e Generazioni il coordinamento dei giovani Under 40 che operano nelle cooperative e nelle strutture associative e di Legacoop.

Il titolo è già una sfida:
Giovani, lavoro, AI e cooperazione: chi governa il valore nelle organizzazioni che cambiano?

La data scelta non è casuale. Il 14 luglio è infatti il giorno in cui ci fu nel 1789 “la presa della Bastiglia”, e insieme abbiamo pensato che fosse un buon giorno per parlare di giovani, lavoro, intelligenza artificiale e desideri di futuro. Non per assaltare palazzi d’inverno — che a luglio farebbe anche un caldo sconsiderato — ma per aprire uno spazio di parola, confronto e immaginazione cooperativa.

La mattina sarà dedicata al convegno, con un paio di talk ispiranti e due panel con ottimi ospiti per indagare le trasformazioni del lavoro, le aspettative delle nuove generazioni, intelligenza artificiale e nuovi desideri.
Nel pomeriggio, invece,  un momento aperto, libero e autogestito a cura dei giovani di Generazioni Legacoop e di Fondazione Pico e a chiunque abbia voglia di intervenire, su AI, lavoro e desideri.

L’appuntamento è dalle 9.30 alle 13 e dopo un rapido buffet dalle 14.30 a … finché ce n’è.

A breve condivideremo ulteriori approfondimenti e il programma definitivo. Nel frattempo, salvate la data e registratevi. su https://bit.ly/14luglio2026

Al via la quarta edizione del Premio Luciano Calanchi e Adriano Turrini per la cultura cooperativa

Sono aperte fino all’8 novembre 2026 le candidature alla nuova edizione del Premio promosso da Legacoop Bologna, Fondazione Ivano Barberini e Fondazione Unipolis per valorizzare tesi magistrali, tesi di dottorato e studi comparati sui temi della cooperazione.

Il Premio nasce per ricordare due figure fondamentali della storia cooperativa bolognese e nazionale: Luciano Calanchi e Adriano Turrini, cooperatori che hanno interpretato l’impresa cooperativa non solo come forma economica, ma come progetto sociale, culturale e democratico. Un modo, il migliore forse, per custodirne la memoria mentre ci si mette al lavoro per il futuro.

L’edizione 2026 prevede tre riconoscimenti:

Premio Tesi Magistrale: 3.000 euro lordi
Premio Tesi di Dottorato: 5.000 euro lordi
Premio Studi comparati in materia di cooperazione: 10.000 euro lordi, incrementabili di ulteriori 5.000 euro nel caso sia previsto un periodo di soggiorno all’estero per lo svolgimento della ricerca.

Il Premio è rivolto a neolaureatə magistrali, laureandə e dottorandə delle Università italiane che abbiano sviluppato elaborati dedicati alla cooperazione, al mutualismo, al neomutualismo, alle forme organizzative cooperative e alle sfide contemporanee della cultura cooperativa.

Non sono previsti vincoli disciplinari rigidi: saranno presi in considerazione contributi di carattere storico, economico, giuridico, sociologico, pedagogico, ma anche ricerche afferenti alle digital humanities, alle trasformazioni digitali, alla transizione giusta, all’Agenda 2030, alla finanza d’impatto e alle nuove forme di cooperazione tra cittadini, lavoratori, imprese, istituzioni e comunità.

Le candidature dovranno essere inviate entro l’8 novembre 2026 all’indirizzo:
premiocalanchiturrini@fondazionebarberini.it

Tutte le informazioni sulle modalità di partecipazione sono disponibili nel Bando integrale Premio Calanchi Turrini edizione 2026.

Digital Humanities – Storia dei consumi

Che impatto ha avuto la cooperazione di consumo sulla vita degli italiani?

La domanda può sembrare un po’ laterale. Forse persino impertinente. Ma a noi piace pensare che senza la Coop Italia, e senza le migliaia di ore dedicate negli anni all’educazione al consumo, in Italia avremmo probabilmente avuto più disinformazione alimentare, più consumo inconsapevole, forse anche più obesità.

E se l’impatto non è solo ciò che si misura domani mattina, ma anche ciò che cambia lentamente i comportamenti, le abitudini, la salute, le culture familiari e collettive, allora possiamo dire che la cooperazione di consumo italiana ha prodotto un grande impatto sociale. Anche quando non lo chiamavamo ancora così. Anche quando non c’erano dashboard, KPI e inglesismi assortiti a certificare l’esistenza del mondo.

Mercoledì 24 giugno 2026, alle 9.30, in Fondazione Ivano Barberini Barberini, presenteremo il progetto:

Digital Humanities. Storia dei consumi

Cooperazione, donne, welfare e ambiente

Un progetto di cui Fondazione Barberini è capofila, insieme a Hibou, Indici Opponibili e Doc Creativity Soc Coop, con il partner scientifico SPGI dell’Università di Padova.

Al centro c’è una domanda importante: come raccontare, studiare e rendere accessibile la storia sociale dei consumi attraverso strumenti digitali, piattaforme e linguaggi interattivi?

Ma soprattutto: come riconoscere che il consumo non è mai solo un fatto privato, né solo economico? È cultura materiale, educazione, welfare, ambiente, ruolo delle donne, trasformazione dei territori, democrazia quotidiana.

Nel corso della mattinata presenteremo il progetto “Anni spesi bene. Le italiane e gli italiani alla Coop”, con interventi dedicati a digitalizzazione, piattaforme, gaming e storia sociale dei consumi.

A seguire, dalle 11.30 alle 12.30, sarà presentato anche il libro di Silvia Pizzirani, Il consumo è una cosa seria.

Perché sì: il consumo è una cosa seria.

E proprio per questo non può essere lasciato solo al mercato, alla pubblicità o all’algoritmo del “ti potrebbe interessare anche”.

📍 Mercoledì 24 giugno 2026, ore 9.30

Sala Convegni Fondazione Barberini

Via Mentana 2, Bologna

Torna il MUEC, il Master universitario in Economia della Cooperazione

Attivata la nuova edizione del percorso promosso dall’Università di Bologna con il supporto di AICCON, dell’Alleanza delle Cooperative Italiane e delle centrali cooperative. Fondazione Barberini collabora a sostegno della didattica e della ricerca.

È stata attivata la nuova edizione del Master Universitario in Economia della Cooperazione – MUEC, percorso di primo livello proposto congiuntamente dai Dipartimenti di Scienze Economiche e di Scienze Aziendali dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, presso il Campus di Bologna. Il Master è attivato con il supporto di AICCON ed è promosso e sostenuto dall’Alleanza delle Cooperative Italiane e dalle tre organizzazioni che la compongono: AGCI, Confcooperative e Legacoop.

Anche Fondazione Ivano Barberini collabora all’iniziativa, a sostegno della didattica e della ricerca. È una partecipazione che sentiamo particolarmente coerente con la nostra missione: custodire, studiare e rendere viva la cultura cooperativa, perché la memoria non resti un deposito ordinato di cose passate, ma diventi materia utile per formare competenze, visione e responsabilità.

Il MUEC rappresenta da anni uno dei percorsi più importanti per chi vuole comprendere in profondità l’impresa cooperativa: la sua storia, la sua forma giuridica, i suoi modelli di governance, le sue strategie, la sua capacità di innovazione e il suo contributo allo sviluppo sostenibile.

Il percorso formativo, diretto dal prof. Flavio Delbono, ha durata annuale e prevede attività didattiche in aula, tirocinio curriculare presso imprese, strutture territoriali o servizi del movimento cooperativo e una fase autunnale conclusiva. Per gli studenti lavoratori è previsto un project work sostitutivo dello stage.

Le domande di partecipazione alla selezione possono essere presentate online fino al 4 dicembre 2026. La selezione è prevista per il 12 dicembre 2026, mentre l’inizio delle lezioni è programmato per venerdì 22 gennaio 2027. Il percorso si svolgerà a Bologna, con lezioni il venerdì e il sabato mattina.
Tutti i dettagli e le info sono su: https://master.unibo.it/muec/it