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Nasce Convivere Emilia-Romagna, la risposta cooperativa all’emergenza casa

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È stato costituito il 2 febbraio il consorzio “Convivere Emilia-Romagna”, la risposta cooperativa all’emergenza casa e alle nuove sfide dell’abitare...
“Imprese recuperate e imprese cooperative”: Bologna riflette sui workers buyout

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Il 6 febbraio 2026 si terrà presso il Dipartimento di Scienze Giuridiche “A. Cicu” dell’Università di Bologna il workshop “Imprese...
Professione cooperatore: dalla “classe disagiata” alla comunità organizzata

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Il 28 gennaio 2026, a Roma, Legacoop Lazio promuove una giornata di confronto dal titolo esplicito: “Professione Cooperatore. Forum dei...
Cesare Maltoni e la “buona ossessione” della prevenzione

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L’Istituto Ramazzini promuove il 22 gennaio prossimo una serata pubblica di approfondimento e memoria a 25 anni dalla scomparsa di...
Memento cooperari semper

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Il riconoscimento delle Nazioni Unite alla cooperazione – con l’istituzionalizzazione dell’Anno Internazionale ogni dieci anni – va preso sul serio....
Liberi di non essere liberi?

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Il 17 dicembre la Fondazione Barberini ospita un incontro promosso dall'associazione il manifesto in rete dal titolo Liberi di non...

La Fondazione ha uno sguardo bifronte. Come un Giano, guarda al passato e al futuro: alla memoria e all’immaginazione. Pensiamo che oggi sia indispensabile questo andirivieni, per scongiurare un doppio pericolo: l’iconoclastia della cancel culture e l’idolatria del “non c’e’ alternativa”.

Immaginazione

C’è una frase di Einstein che ci sta a cuore: “L’immaginazione è più importante della conoscenza. La conoscenza è limitata, l’immaginazione abbraccia il mondo, stimolando il progresso, facendo nascere l’evoluzione.” Il movimento cooperativo nella sua ultracentenaria storia, ha saputo immaginare l’inedito. Pensiamo possa e debba ancora farlo attraverso la ricerca, l’apprendimento,  la diffusione del sapere e il fare cooperativo.

Memoria

Raccogliamo tracce del fare operoso della cooperazione. Tracce a cui togliere polvere e che possano alimentare le sfide future del fare cooperativo. Tracce da “sbloccare” per farle diventare “attivatori” di memoria e nuove traiettorie inscritte nella contemporaneità. Ecco che un documento del passato, una fotografia, una figura storica, una testimonianza audio possono diventare motivo di narrazione da arricchire con un severo inquadramento storico. Perché lo sappiamo: storia e memoria non coincidono mai.

C’è mondo oltre il nostro perimetro e quello dei nostri soci. Un mondo con cui vogliamo conversare perché pensiamo sia finito il tempo dell’autosufficienza. Gli Amici della Fondazione sono questo mondo vasto, che va dalle reti lunghe dell’Alleanza internazionale delle Cooperative a quelle di prossimità dei territori che attraversiamo. Reti di istituzioni e reti di persone.

Soci

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