Python e Machine Learning per le cooperative: il corso per formare manager e responsabili

 

Prevedere le tendenze di mercato, ottimizzare le operazioni aziendali e analizzare i riscontri dei clienti in modo rapido ed efficace.

La Fondazione PICO – digital innovation hub di Legacoop – lancia in collaborazione con Innovacoop un corso professionale per insegnare ai referenti delle imprese cooperative le basi della programmazione Python e l’utilizzo delle principali librerie per Machine Learning e analisi dei dati: strumenti fondamentali per affrontare le trasformazioni tecnologiche, di mercato e aziendali.

Python è uno dei linguaggi di  programmazione più richiesti sul mercato, soprattutto per il lavoro con i dati e il machine learning.

Periodo, durata e modalità 

Il percorso formativo si svolgerà tra marzo e aprile 2025 nell’arco di 5 giornate, ognuna con 7 ore di lezioni per un totale di 35 ore.

I e le partecipanti potranno scegliere se seguire in presenza o da remoto, in ogni caso avvalendosi della piattaforma di sviluppo Jupyter.

Come fare domanda

Tutte le imprese cooperative interessate possono manifestare la propria intenzione a partecipare compilando il modulo entro e non oltre le ore 22:00 del 12 marzo 2025.

📍 Il modulo per fare domanda.

A chi serve questo corso

Alle persone che presso micro, piccole, medie e grandi imprese cooperative ricoprono, o supportano, i seguenti ruoli:

• Ruoli apicali e manager esecutivi

(C-level, CTO, CEO, altri…)

• Responsabili di area

(responsabili marketing, vendite, produzione, altri…)

• Middle management

(supervisori, team leader, altri…)

Sovvenzioni e costi per piccole, medie e grandi imprese

Ogni cooperativa che accede al corso, deve obbligatoriamente effettuare una valutazione (assessment) per verificare il livello della maturità digitale della propria impresa.

Il costo di un assessment è di 1.504,00 €, mentre il costo del corso è di 3.000,00 €, per un totale di 4.504,00 €.

Sia l’assessment che il corso Python sono  sostenuti da aiuti di Stato, con intensità differenti a seconda della dimensione aziendale: 60% per le piccole, 50% per le medie, 40% per le grandi.

Pertanto i costi totali per singola azienda, al netto degli aiuti di Stato, per assessment + corso sono pari a:

• per le piccole imprese: 1.500,80 €.

• per le medie imprese: 1.876,00 €.

• per le grandi imprese: 2.702,40 €.

I costi sono da intendersi per singola azienda, che può far partecipare al corso fino a un massimo di 2 persone.

📚 Leggi per approfondire

Alluvioni, il nuovo piano dell’Emilia-Romagna

Il presidente dell’Emilia-Romagna Michele de Pascale e una delegazione dell’ANBI, l’associazione nazionale bonifiche e irrigazioni, l’ente che coordina tutti i consorzi di bonifica italiani, hanno presentato un nuovo piano di gestione dell’acqua e per la prevenzione contro gli allagamenti causati dalle alluvioni.
Il piano non comprende solo un elenco di opere, ma anche nuove regole e una maggiore collaborazione tra la Regione, i consorzi di bonifica e gli agricoltori per gestire meglio le emergenze.

Il piano presentato il 6 febbraio prevede 111 opere per la costruzione di nuove infrastrutture e l’adeguamento di quelle esistenti. In totale sono stati previsti progetti per 1,2 miliardi di euro da concludere entro il 2026. Per fare i lavori sono state ingaggiate 1.100 imprese, molte delle quali emiliane e romagnole.

L’articolo dal sito di ANBI:
“Consorzi di bonifica Emilia Romagna: 1,2 miliardi di euro in opere necessarie per fronteggiare il cambiamento climatico realizzate entro il 2026

Gli interventi interessano sia infrastrutture di nuova realizzazione che l’ammodernamento di impianti già esistenti. I lavori riguardano impianti di sollevamento per la difesa idraulica, di stoccaggio e distribuzione dell’acqua, interventi sugli argini, casse di laminazione e iniziative finalizzate al risparmio della risorsa.

Molta attenzione è riservata all’efficientamento della rete di irrigazione, con la realizzazione di invasi permanenti e il loro collegamento alla rete di distribuzione, e interventi per la riduzione delle perdite. E ancora alla rigenerazione idraulica, con il recupero della capacità di portata dei principali canali consortili e l’adeguamento meccanico degli impianti.

La Regione inoltre vuole affidarsi di più a quelle che giuridicamente vengono definite “servitù di allagamento”, cioè terreni da utilizzare durante le emergenze. Questa misura prevede che il “sacrificio” dei campi venga ricompensato con indennizzi economici definiti grazie ad accordi tra la Regione e le associazioni che rappresentano gli agricoltori. 

Il comunicato stampa della Regione Emilia-Romagna: “Infrastrutture fondamentali, ma resta ancora molto da fare”

Sempre in merito alle alluvioni, la Regione ha invitato la struttura commissariale a snellire le procedure per chiedere i rimborsi. Finora sono state presentate 2.500 domande di rimborso a fronte di 86mila soggetti – 70mila persone e 16mila imprese – che ne avrebbero diritto. Fin da subito le procedure sono state molto più lente del previsto: le persone che avevano subito danni si lamentano del sistema allestito per chiedere i rimborsi, considerato troppo complicato e lento.
De Pascale ha chiesto a Fabrizio Curcio (il commissario per l’alluvione) di semplificare le regole e ha proposto quella che ha definito un’operazione di fiducia, una sorta di campagna informativa: «Noi con i nostri sportelli sul territorio, le associazioni di categoria, i sindacati, gli ordini professionali, le istituzioni locali: dobbiamo collaborare per recuperare la fiducia di cittadini e imprese nella possibilità di ricevere gli indennizzi».

Legacoop Romagna: “Occorre reagire, ed in fretta, con una risposta concreta. De Pascale ha indicato un percorso che ci pare convincente, perché passa da una “operazione fiducia” su interventi specifici, come la complessa burocrazia della rendicontazione (specie sull’ agricoltura e le aziende agricole più piccole), i lavori fatti in economia dalle imprese, e il grande problema delle difformità catastali, che pur lievissime bloccano l’iter e sono estremamente diffuse”.

Le alluvioni in Emilia-Romagna
Nel maggio del 2023 in Romagna ci furono tre eventi meteorologici intensi con piogge abbondanti concentrate in poche ore: il 2, il 10 e il 16 maggio tre diversi cicloni provocarono esondazioni di centinaia di corsi d’acqua tra fiumi, torrenti e canali, l’allagamento di centri abitati e campi coltivati. Morirono 17 persone e migliaia rimasero senza casa, sfollate per diversi mesi.
Tra il 18 e il 20 settembre del 2024 altre due alluvioni: oltre 175 millimetri di pioggia caduti in poche ore hanno causato ingenti danni soprattutto a Bologna e in provincia di Ravenna.

Il futuro dell’economia sociale: intervista a Mattia Granata

«Io lavoro nella Cooperazione proprio perché penso che possa essere un modello virtuoso per il futuro. Quello che è avvenuto in questi anni conferma che il modello estrattivo che ha caratterizzato una lunga storia del capitalismo internazionale è profondamente in discussione. Non penso che il capitalismo stia morendo o che sia particolarmente in crisi e quindi stia per affermarsi il modello cooperativo, ma sicuramente viene messo più in discussione il sistema che ha provocato l’aumento delle disuguaglianze e le crisi ripetute degli ultimi trent’anni».

Mattia Granata, presidente dell’Area Studi Legacoop, amministratore della Fondazione Ivano Barberini e professore di Storia contemporanea all’Università Mercatorum di Roma, analizza la storia della cooperazione in Italia alla luce della Costituzione italiana, a partire dal suo libro “Quarantacinque. II dibattito sulla Cooperazione alla Costituente” (Rubbettino Editore 2023), presentato alla Biennale dell’Economia Cooperativa.

«Sta aumentando la consapevolezza che un modello puramente estrattivo e basato sulla massimizzazione del lucro, in particolare quando riguarda il sistema finanziario, non innesca circoli virtuosi di redistribuzione nella società, ma spoglia la società delle risorse che ha prodotto».

📚 L’intervista su Pandora rivista.

 

Beni confiscati: cooperare per la legalità. Online il podcast di Legacoop

La cooperazione oggi è tra i soggetti individuati dal legislatore per realizzare il riuso sociale dei beni immobili confiscati alla criminalità organizzata. Si tratta di un riconoscimento importante e di una grande responsabilità. Per questo Legacoop si è posta l’obiettivo di costituire un polo attrattivo di esperienze virtuose.

L’ultimo podcast realizzato da Legacoop sui beni confiscati alle mafie propone l’intervista a Valentina Fiore, coordinatrice del progetto sui beni confiscati per Legacoop Nazionale, che spiega come l’associazione agisce in questo campo, come negli anni si è evoluto il suo impegno e quali i risultati raggiunti.

Nella seconda parte della puntata, i rappresentanti di due cooperative direttamente coinvolte nella gestione di beni confiscati raccontano la propria esperienza.

🎧 Ascolta il podcast “Beni confiscati. Cooperare per la legalità”.

 

Il 2025 è l’anno internazionale delle cooperative

Il 2025 è stato proclamato dall’Assemblea delle Nazioni Unite l’anno internazionale delle cooperative. L’Onu ha voluto porre l’attenzione sul contributo delle cooperative allo sviluppo economico e sociale e sul modello cooperativo come soluzione cruciale per affrontare diverse sfide globali e attuare gli obiettivi di sviluppo sostenibile entro il 2030.

Legacoop Emilia-Romagna: “L’anno internazionale delle cooperative è un’occasione per riaffermare l’importanza della mutualità come strumento per costruire un futuro più equo e resiliente. In Emilia-Romagna, la cooperazione non è solo una scelta imprenditoriale, ma un modello di sviluppo che crea benessere mettendo al centro le persone, il territorio e il bene comune”.

Anche il 2012 era stato dedicato alle cooperative e al loro impatto sulla riduzione della povertà, la generazione di occupazione e l’integrazione sociale.

 

 

 

“La visione cooperativa”: il progetto di comunicazione di Legacoop Romagna

La storia, l’attualità e il futuro dell’impresa cooperativa: “La Visione Cooperativa” è il nuovo progetto di comunicazione di Legacoop Romagna. Si chiama così la nuova testata giornalistica e ha lo stesso titolo il format di interviste che ogni mese propone un dialogo sui temi al centro dello sviluppo del territorio e del Paese.

“Come sarà il 2025 per le cooperative?” il tema della prima puntata: una riflessione che ha coinvolto il presidente di Legacoop nazionale Simone Gamberini, il presidente di Legacoop Romagna Paolo Lucchi e il presidente di Cooperativa Braccianti Riminese Valerio Brighi.
Al centro del dibattito l’incertezza su tempi e modalità della ripresa economica, a partire da quanto descritto nel report di AreaStudi Legacoop realizzato con IPSOS e Centro studi di Unioncamere Emilia-Romagna.

“La visione cooperativa”: prima puntata.

La scomparsa di Massimo Terranova. Instancabile protagonista della cooperazione teatrale bolognese

Da qualche giorno ci ha lasciati Massimo Terranova, uno dei protagonisti della cooperazione teatrale per oltre quarant’anni.

La cooperazione vuole ricordare Massimo e il suo lavoro appassionato e costante per innovare le politiche teatrali e per affermare il ruolo del modello cooperativo nella produzione culturale.

Nel 2005 per questo suo impegno straordinario la cooperazione bolognese gli assegnò uno dei suoi riconoscimenti più importanti “Cresciuti con Bologna”: un riconoscimento che premiava i cooperatori che avevano contribuito alla crescita della cooperazione in ogni comparto dell’economia e, insieme, portato un contributo allo sviluppo del territorio.

Massimo Terranova, arrivato a Bologna nel 1976 nello staff organizzativo della Cooperativa Nuova Scena, fondata nel 1968 da Dario Fo e Vittorio Franceschi, ha contribuito in prima persona all’affermazione del modello cooperativo quale esemplare strumento di assolvimento della “funzione di interesse pubblico” in ambito culturale. Un lavoro instancabile per affermare il ruolo sociale del teatro, con la definizione di linee di convenzione tra pubblico e privato che orientassero una nuova feconda stagione del teatro italiano.

Un movimento di rinnovamento del teatro che ha trovato, dall’esperienza di Nuova Scena e della cooperazione culturale, nuove opportunità di coinvolgimento del pubblico in una dimensione sociale del produrre e distribuire cultura.

Grazie a questo lavoro nasce a Bologna e in Regione quel concetto di “stabilità” nello spettacolo che diventerà un modello produttivo in tutto il Paese, basato sul protagonismo dei territori nella produzione culturale, nell’accoglienza di proposte innovative, di costante incontro con nuovi linguaggi.

L’attività culturale svolta nel territorio bolognese ha fatto, per molti anni, di Nuova Scena un punto di riferimento a livello nazionale e internazionale. Prima nella chiesa sconsacrata di San Leonardo, rinnovata e trasformata in teatro, la compagnia ha sviluppato la sua linea artistica di interazione tra le diverse discipline dello spettacolo: prosa, musica, danza. Nel 1981/82, in convenzione con il Comune di Bologna, Nuova Scena ha iniziato a gestire il Teatro Testoni/interAction dove sono stati ospitati importanti artisti, attori, musicisti, danzatori italiani e provenienti dall’estero, assieme a interpreti delle nuove espressioni teatrali. Dal 1995 Nuova Scena – Teatro Stabile di Bologna avvia, sempre in convenzione con il Comune di Bologna, la gestione del Teatro Arena del Sole portando il teatro, in pochi anni, a una forte crescita di pubblico, abbonati, produzioni ed eventi in grado di affermare l’Arena del Sole come uno dei più importanti e riconosciuti teatri italiani.

Di questo percorso denso di successi e soddisfazioni, ma anche di grandi sacrifici e problemi da affrontare da parte della cooperativa, Massimo è stato grande protagonista, ma non ha mai voluto “apparire”.

Il suo è sempre un “lavoro di squadra”, nel quale il ruolo del presidente era quello di creare le condizioni perché ognuno potesse dare il meglio di sé, mantenendo salda quella condivisione di valori e obbiettivi di interesse generale per i quali la cooperativa era nata.

Anche per questo Massimo ha voluto andarsene in silenzio, con riservatezza e insieme amore e rispetto per tutti coloro che nel teatro e nello spettacolo lavorano per dare valore al lavoro e alla creatività.

La cooperazione bolognese vuole rendere omaggio a Massimo ed essere vicina alla sua famiglia.

Nel mese di febbraio Legacoop si farà promotrice, insieme ai tanti che lo hanno conosciuto, lavorato con lui o che vorranno conoscerne il lavoro, di un’iniziativa per ragionare intorno al contributo di Massimo Terranova, di Nuova Scena e della cooperazione culturale alla ridefinizione delle politiche teatrali in Italia e del ruolo che ancora oggi la cooperazione svolge nel settore teatrale a livello nazionale.

30 novembre – Ciclo-trekking “Operazione Radium”al Festival degli Archivi 2024

Sabato 30 novembre alle 9:30 evento di ciclo-trekking “Operazione Radium”, un percorso in bicicletta per riscoprire le vicende di un intenso capitolo della Resistenza bolognese: l’Operazione Radium. L’evento fa parte del programma dell’edizione 2024 del Festival degli Archivi.

Si attraverseranno luoghi narranti della città di Bologna, fuori e dentro gli archivi, cercando quelle tracce che partono dal Policlinico Sant’Orsola, proseguono verso l’Archivio storico dell’Università, raggiungono l’Istituto Parri e l’Archivio dell’Ordine degli Architetti e arrivano nella Certosa

Programma completo del Festival: https://fondazionebarberini.it/programma-festival-degli-archivi-2024/

 

 

Festival degli Archivi 2024 – Eventi dal 9 al 19 novembre

Dal 7 al 19 novembre all’Istituto Parri sarà visitabile la mostra “1944-2024. La guerra in città hashtagPortalame” e dall’ 11 novembre 2024 al 31 gennaio 2025 alla Biblioteca di Archeologia la mostra “Proteggere il patrimonio culturale durante la seconda guerra mondiale. L’esperienza dell’Istituto di Archeologia e del Museo Civico Archeologico di Bologna”.

Sabato 9 e Domenica 10 Novembre si terrà nella nostra sala di Via Mentana 2 la proiezione del documentario “Lettere dall’archivio” di Davide Rizzo.

Programma completo https://fondazionebarberini.it/programma-festival-degli-archivi-2024/