Spenti i riflettori, abbassato il volume degli applausi, la Biennale dell’Economia Cooperativa lascia spazio alla sfida più importante: trasformare le idee e le proposte emerse a Milano in un’agenda concreta di lavoro per il Paese. Perché le celebrazioni finiscono, ma le domande sul futuro della cooperazione e della democrazia economica restano aperte. E chiedono risposte, impegni e soprattutto continuità d’azione.
Sono ancora vive le immagini delle giornate del 9 e 10 ottobre a Milano, quando una comunità di cooperative, istituzioni, organizzazioni sociali e rappresentanti del mondo economico e accademico si è ritrovata per celebrare i 140 anni di Legacoop e, soprattutto, per interrogarsi sul futuro.
Oltre 1.100 iscritti, 400 imprese cooperative e più di 100 ospiti istituzionali hanno animato due giornate di confronto culminate nella presentazione del Manifesto «Far crescere l’Italia, insieme».
Un documento che non si limita a rivendicare il contributo storico della cooperazione, ma propone un nuovo patto tra istituzioni, imprese, lavoro e società civile.
Le piste aperte sono numerose e impegnative: il diritto all’abitare e un welfare di comunità; la sicurezza alimentare e la transizione energetica; il lavoro dignitoso e il pieno sviluppo dei Workers Buyout come strumenti ordinari di politica industriale; l’innovazione, l’intelligenza artificiale e le nuove forme di mutualismo digitale; la rigenerazione delle aree interne; la partecipazione delle donne e delle giovani generazioni; la necessità di contrastare la denatalità cooperativa.
Proposte che richiederanno confronto, sperimentazione, investimenti e un significativo lavoro legislativo.
Il Manifesto pone infatti una questione di fondo: dare piena attuazione all’articolo 45 della Costituzione, che riconosce la funzione sociale della cooperazione e impegna la Repubblica a promuoverla.
Un orientamento rafforzato dalla sentenza n. 116/2025 della Corte costituzionale, che richiama la specificità della mutualità e il suo valore sociale.
Resta però da affrontare la frammentazione di un ordinamento che, tra norme societarie, disciplina fiscale e politiche di sviluppo, non sempre rende agevole scegliere, costituire e far crescere un’impresa cooperativa.
Si apre dunque una stagione di lavoro che riguarda non tanto la rivendicazione di privilegi o trattamenti di favore per la cooperazione, quanto una domanda più generale, di interesse pubblico.
Quale posto intendono riservare le nostre leggi, nel XXI secolo, alla democrazia economica?
È su questo terreno che la memoria dei 140 anni appena celebrati potrà tradursi in nuove possibilità di futuro non solo per la cooperazione ma per il Paese.
Per approfondire e rivivere la Biennale:
- Manifesto di Legacoop – versione integrale
- Manifesto – versione sintetica
- Galleria fotografica delle due giornate
- Video degli interventi e dei panel

