14 luglio – Giovani, lavoro, AI e cooperazione: il programma

Come già annunciato martedì 14 luglio 2026, dalle 9.30, la Fondazione Ivano Barberini ospiterà l’evento conclusivo di COOP GOING DIGITAL – Young edition, il progetto promosso da Innovacoop, realizzato grazie ai Fondi europei della Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con Generazioni Legacoop, Legacoop Emilia-Romagna Generazioni, Fondazione PICO e Fondazione Barberini.

Qui potete consultare il PROGRAMMA dettagliato.

Il titolo dell’iniziativa, “Giovani, lavoro, AI e cooperazione: chi governa il valore nelle organizzazioni che cambiano?”, mette al centro una questione decisiva per il futuro delle imprese cooperative: come governare l’impatto dell’intelligenza artificiale sul lavoro, sulle organizzazioni, sulla distribuzione del valore e sul protagonismo delle giovani generazioni.

I lavori si apriranno con i saluti di Chiara Franceschini, direttrice di Innovacoop, Piero Ingrosso, presidente di Fondazione PICO  e Roberto Lippi, direttore di Fondazione Barberini.

A seguire, Benedetta Giovanola, professoressa di Filosofia Morale all’Università di Macerata e Co-titolare Cattedra UNESCO Ethics id AI and practical wisdom, proporrà l’inspiration pitch “Persone, lavoro e valore nell’epoca dell’IA”.

Il primo panel, “Il lavoro non è più quello di prima. Giovani generazioni, senso del lavoro e impresa cooperativa dopo le grandi dimissioni”, sarà dedicato ai cambiamenti culturali, sociali e organizzativi che attraversano il lavoro contemporaneo. Interverranno Spartaco Puttini, project manager dell’Osservatorio sul futuro del lavoro della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli; Marisa Pecere, Chief Ethics Officer di Coop Alleanza 3.0; Chiara Fichera, HR Talent & People Management di Coopservice; Gianluca De Angelis, ricercatore sociale di Ires Emilia-Romagna; Francesco Ranghiasci, vicepresidente della cooperativa Sociolab. Modererà Claudia Iormetti, responsabile innovazione di Open Group.

La mattinata proseguirà con il secondo inspiration pitch, affidato a Luigi Corvo, professore associato in Economia aziendale all’Università di Milano-Bicocca, dal titolo “Cooperative come ‘macchine desideranti’ nell’era delle ‘macchine intelligenti’”.

Il secondo panel, “L’algoritmo al lavoro. AI, organizzazioni e distribuzione del lavoro”, affronterà il rapporto tra intelligenza artificiale, trasformazione delle imprese e nuove forme di organizzazione del lavoro. Interverranno Elisabetta Miraglio, ricercatrice AlmaVicoo; Piero Tagliapietra, presidente della cooperativa Hypernova; CPL Concordia; Costanza Diodato, direttrice generale della cooperativa Anastasis; Valentina Bazzarin, Data Ethics consultant. Modererà Aldo Macchi, dell’esecutivo nazionale di Generazioni Legacoop.

Le conclusioni saranno affidate a Rita Ghedini, presidente di Legacoop Bologna.

Dopo il light lunch, dalle 14.30, l’iniziativa proseguirà con “Dal dialogo alla community”, tavolo di lavoro su giovani e intelligenza artificiale a cura di Generazioni Legacoop e Fondazione PICO.

L’incontro si colloca in un passaggio storico in cui l’intelligenza artificiale non può essere considerata soltanto una tecnologia da adottare, ma una trasformazione da governare. Per la cooperazione, questo significa interrogarsi su chi decide, chi partecipa, chi beneficia del valore prodotto e come evitare che l’innovazione digitale diventi un nuovo dispositivo di concentrazione, esclusione o invisibilizzazione del lavoro.

In questo senso, il confronto dialoga anche con alcuni temi richiamati dalla recente enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV, dedicata alla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale. L’enciclica richiama la necessità di difendere la dignità del lavoro, la giustizia sociale e la centralità della persona nell’era digitale; mette in guardia dalle nuove forme di disuguaglianza e dal rischio che l’AI sia posta al servizio del potere anziché dell’umanità.

Se volessimo sintetizzare l’enciclica con uno slogan forse potremmo dire: né servi, né superflui.

Né servi di un colonialismo digitale che estrae dati, concentra potere e rende invisibile il lavoro fragile che sostiene molte infrastrutture tecnologiche.

Né superflui in un mondo che rischia di misurare il valore delle persone solo in base alla produttività, alla prestazione o alla loro presunta sostituibilità.

La cooperazione può offrire un’alternativa concreta: organizzazioni democratiche capaci di mettere l’innovazione al servizio delle persone, del lavoro, delle comunità e della distribuzione equa del valore. Non una nostalgia analogica, insomma. Piuttosto una bella pretesa politica: restare umani anche quando le macchine diventano “intelligenti”.

Durante l’intero evento sarà presente un bookshop a cura di Libreria Ambasciatori.